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Greta, il Papa e il mondo a rovescio

Non è stata un’udienza privata, come molti avrebbero voluto e sperato, ma l’effetto mediatico non ne ha risentito, anzi....

Il Papa incontra la ragazza svedese

Non è stata un’udienza privata, come molti avrebbero voluto e sperato, ma l’effetto mediatico non ne ha risentito, anzi. I due principali sponsor mondiali del cambioclimatismo si sono brevemente incontrati in Piazza san Pietro a Roma, quel tanto che è bastato per le foto di rito e lanciare un messaggio a tutto il mondo. Greta Thunberg, la sedicenne svedese che organizza scioperi di venerdì (si deve essere ispirata ai sindacati di Trenitalia), ha partecipato ieri mattina all’udienza di papa Francesco, che ha potuto salutare subito dopo.

Giusto il tempo di qualche foto per la salvezza del pianeta, ovviamente con Greta che teneva ben visibile il cartello di invito allo sciopero per il clima, e poi la benedizione del Papa: «Mi ha detto di andare avanti», ha più tardi riferito la ragazzina. Versione sostanzialmente confermata dalla Sala Stampa vaticana, il cui direttore ad interim Alessandro Gisotti ha dichiarato: «Il Santo Padre ha ringraziato e incoraggiato Greta Thunberg per il suo impegno in favore dell’ambiente», ha detto. E poi ha continuato: «Da parte sua la giovane attivista svedese, che aveva chiesto di incontrare Papa Francesco, lo ha ringraziato per il grande impegno in favore della custodia del creato». Dunque, stando alla dichiarazione ufficiale di Gisotti, il Papa parla con termini mondani (ambiente), mentre la giovane Greta usa termini da enciclica (custodia del Creato): quando si dice l’osmosi.

Greta arrivava in treno da Strasburgo dove aveva deliziato i parlamentari europei con i suoi sermoncini sul clima, trovando anche il tempo di dedicare un pensiero - a modo suo - al dramma della cattedrale parigina di Notre Dame: questa «sarà ricostruita, ma la nostra casa sta crollando – ha detto Greta -, il tempo stringe e niente sta accadendo».

In altre parole: l’incendio di Notre Dame è stata una brutta faccenda, ma adesso pensiamo alle cose serie, c’è da salvare un pianeta intero, mica una chiesa sola. E purtroppo la giovin svedese resterà in Italia anche nei prossimi giorni, oggi per rivolgersi ai nostri parlamentari (ma in fondo una punizione se la meritano anche), domani per guidare lo sciopero “Fridays for Future” (i venerdì per il futuro). E cosa importa se lo fa a Roma, capitale della cristianità, proprio il Venerdì santo, magari distogliendo un po’ di persone dai sacri riti. Se in Vaticano non ci trovano nulla di strano e anzi riceve l’incoraggiamento ad andare avanti, cosa vogliamo dire? E non dimentichiamo mai che Cristo è morto anche per lei.

C’è però molto di patetico e anche di preoccupante in questo surreale quadro in cui gli uomini fra i più potenti del mondo, gli uomini politici che hanno in mano le sorti dei loro popoli, sono lì a prendere schiaffi (morali) e ordini da una ragazzina indottrinata a dovere che parla come un disco rotto. Adulti che non sanno più proporre nulla e che si concepiscono scolaretti davanti a un’adolescente saccente. È un mondo alla rovescia.

E a questo proposito – lasciando per il momento Greta al suo destino – la cosa più preoccupante è che nella Chiesa non c’è affatto coscienza che in ballo non ci sono tanto i livelli dell’inquinamento o le temperature della Terra, quanto la concezione dell’uomo, il suo rapporto con Dio e quindi con gli altri uomini e con il mondo che lo circonda.

Anche sui temi ecologici si gioca la sfida antropologica, ed è evidente che nella Chiesa - per citare Paolo VI - si è ormai affermato un pensiero non cattolico, che non considera l’uomo e la natura secondo il disegno creatore di Dio. L’uomo non è più considerato il vertice della Creazione, ontologicamente diverso da tutti gli altri esseri viventi, ma parte di una “comunità di viventi” in cui è l’unico fattore potenziale di squilibrio e distruzione (gli altri esseri agiscono secondo natura). Anche qui siamo di fronte al chiaro tentativo di rovesciare l’ordine voluto da Dio. È questo che dovrebbe preoccupare i vertici della Chiesa, non l’aumento o la diminuzione delle temperature terrestri, una fluttuazione che è sempre esistita.