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La famiglia "costa": sponsor ritira il finanziamento

Esporsi per la famiglia costa caro. «Uno sponsor aveva deliberato 30mila euro per sostenere il Congresso Mondiale delle Famiglie, ma con le polemiche ha disdetto per paura di perdere clienti. Contenti lo stesso, abbiamo aperto una strada nuova nelle politiche famigliari, tanto che oggi nel Def si parla di famiglia». Intervista a Zelger.

Matteo Salvini con gli organizzatori del Congresso e il sindaco di Verona

La campagna di odio nei confronti del Congresso Mondiale delle Famiglie è costata anche in termini economici. Un importante sponsor che aveva deliberato la somma di 30mila euro per la kermesse veronese, ha rinunciato all’erogazione del contributo a seguito della campagna mediatica che ha investito il congresso nei giorni immediatamente precedenti e successivi l’evento.

A dirlo, in questa intervista, confermando le indiscrezioni di questi giorni, è Alberto Zelger, il consigliere leghista di Verona che del Congresso è stata l’anima dietro le quinte e che per conto dell’organizzazione ha tenuto i rapporti con le istituzioni. Con la Nuova Bussola Quotidiana, Zelger ha fatto il bilancio di un Congresso per certi aspetti storico, dato che sembra aver segnato l’avvio di una nuova stagione di dialogo tra le istanze dei portatori di interesse delle famiglie e la politica.

Zelger, nonostante tutto, il bilancio è positivo…
Nonostante le fake news il congresso è stato straordinario e i frutti verranno fuori un po’ alla volta. Sono convinto che le conferenze avranno dei frutti.

Veniamo ai giorni caldi della contro kermesse.
Alimentata dai media che hanno respirato un’aria da conflitto assente durante il Congresso. La manifestazione delle femministe è stata indegna, con slogan offensivi, indecorosi e bestemmie. Parlano di diritti e poi manifestano imbrattando i muri con minacce a Salvini e Savarese, per capirci.

Invece domenica che cosa ha visto?
La marcia è stata esemplare per dignità e compostezza. Ho visto una bambina di tre mesi con la madre, a messa ho trovato 4 giovani che venivano da Lerici e mi hanno riconosciuto; ho trovato genovesi e calabresi venuti apposta.

Quale pensa che sia uno dei frutti più importanti?
La possibilità di sensibilizzare le persone di buona volontà e sollevare l’attenzione sulle tematiche famigliari. Il principale risultato di Verona è che la famiglia è diventato finalmente un tema politico. Nel Def di questi giorni si parla di famiglia. Tutto questo sarebbe stato impensabile senza Verona che bene o male ha imposto un tema. Tutti adesso hanno ricette per la famiglia.

Ed è stata seguita a livello internazionale…
Quando a Verona approvammo la mozione di aiuto alle donne in difficoltà fummo massacrati, ma persino il Papa subito dopo disse che l’aborto è assoldare un sicario per assolvere un problema. Adesso sono venuti il New York Time, giornalisti accreditati dalla Francia e Germania; Il dibattito si è sollevato a livello internazionale e io spero che anche questo congresso lascerà il segno per mesi e mesi se sapremo gestirlo tirando fuori i suggerimenti che sono emersi.

Che cosa le hanno detto in questi giorni?
Che sono il male assoluto.

Si è sentito minacciato?
In questi gironi no. Qualche anno fa mi sono fatto scortare all’uscita del consiglio comunale, ma spesso ricevo suonate di campanello a casa, qualche telefonata anonima e accuse su Facebook.

Che ruolo ha avuto nell’organizzazione?
Ho tenuto i rapporti con il Comune, la Regione e tutte le istituzioni.

E’ vero – come detto in un comunicato del Congresso – che uno sponsor si è sfilato?
Purtroppo è vero.

Chi era?
Non posso dirlo…

Una banca? Una compagnia assicurativa?
Non posso, vi prego.

Ci dica solo come è andata?
E’ un importante gruppo. Ci avevano garantito una bella cifra.

Quanto?
30mila euro.

E poi?
E poi pochi giorni prima dell’inizio ci hanno comunicato che ritiravano il contributo.

Ma era già stato erogato?
Era stato deciso nel Cda, il segretario me l’aveva comunicato a voce. Poi hanno convocato un nuovo Cda per annullare la delibera.

La motivazione?
Provi a immaginare…

Paura di esporsi?
Paura di perdere clienti. Almeno questa è stata la motivazione comunicatami.

Ha ricevuto altri dinieghi?
Sì. Un’azienda ad esempio ha risposto di no non appena ha visto i primi articoli, altre si sono rese disponibili a offrire qualcosa, ma senza comparire come marchio.

Chi vi ha aiutato?
Ci sono stati tantissimi generosi, questo va detto. E il Comune è stato esemplare e ci ha aiutato.