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Papa Francesco dice un secco "no" al diaconato femminile

Si torna a parlare di diaconato femminile. Papa Francesco ha affrontato l'argomento due giorni fa nel corso dell'udienza concessa in Vaticano alle rappresentanti dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali. E ha dato una risposta chiara: non ci può essere un diaconato femminile. 

Papa Francesco, udienza con le rappresentanti della Uisg

Si torna a parlare di diaconato femminile. Papa Francesco ha affrontato l'argomento due giorni fa nel corso dell'udienza concessa in Vaticano alle rappresentanti dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali. Bergoglio ha fatto riferimento ai lavori conclusivi della commissione apposita istituita per lo studio della questione, specificando che l'idea era stata suggerita proprio dall'Uisg.

Come già fatto durante la conferenza stampa in aereo di ritorno dalla Macedonia, il pontefice ha spiegato che all'interno dell'organismo "ognuno aveva la propria idea" e ad un punto di accordo si è arrivati soltanto "fino ad un certo punto". Motivo per cui, pur ringraziando per quanto fatto finora, "il risultato non è un granché" e la questione deve continuare ad essere studiata. Allo stesso tempo, però, Francesco ha chiuso la porta alla possibilità dell'ordinazione diaconale delle donne, rispondendo con una certa fermezza alla richiesta di una suora di lingua tedesca che gli chiedeva di "continuare a riflettere su questo, in seno alla commissione, affinché non siano consultate solamente le fonti storiche e dogmatiche". "Sul caso del diaconato - ha commentato il papa - dobbiamo cercare cosa c’era all’inizio della Rivelazione, e se c’era qualcosa, farla crescere e che arrivi… Se non c’era qualcosa, se il Signore non ha voluto il ministero, il ministero sacramentale per le donne non va". Il dialogo con il mondo va bene solo se non entrano in contraddizione con la Rivelazione. "Il dialogo con il mondo - ha osservato Francesco provoca situazioni nuove, che chiedono risposte nuove, ma queste risposte devono essere in armonia con la Rivelazione".

Facendo riferimento direttamente al contenuto della domanda della religiosa, il papa ha concordato sul fatto che la Chiesa non è soltanto ciò che ha definito il "Denzinger", ovvero "la collezione di passi dogmatici, di cose storiche" dal momento che "tutto è in cammino"; ma al tempo stesso è necessario camminare "sulla strada giusta", ovvero quella della Rivelazione. Su questo punto, Bergoglio è stato perentorio: "Non possiamo camminare su un’altra strada (...) non possiamo andare oltre la Rivelazione e l’esplicitazione dogmatica. Capito questo? Siamo cattolici. Se qualcuno vuol fare un’altra Chiesa è libero, ma..." Parole pronunciate a braccio che appaiono in linea con quanto sostenuto in via più generale nel discorso consegnato per l'occasione alle 850 superiore presenti, dove il Santo Padre aveva esortato a non "perdere la memoria, sempre necessaria per vivere il presente con passione", evitando "sia il 'restaurazionismo' sia l’ideologia, di qualunque segno sia, che tanto male fanno alla vita consacrata e alla stessa Chiesa".

Il "no" del papa all'ipotesi del diaconato femminile non ha mancato di suscitare reazioni tra gli addetti ai lavori: si è fatta notare, in particolare, quella di Andrea Grillo, professore Ordinario di Teologia Sacramentaria presso la Facoltà Teologica del Pontificio Ateneo S. Anselmo e noto per le sue posizioni progressiste. Sul suo profilo Facebook, infatti, il docente ha commentato polemicamente la notizia con le parole di Bergoglio, sostenendo che il vero punto in questione sia quello di stabilire "il limite della Rivelazione" e aggiungendo che "il silenzio non è un limite invalicabile, se non per chi non ha coraggio". Successivamente, Grillo si è lasciato andare ad una serie di post anche più critici, definendo "assurda" la tesi espressa dal papa perché "stando alle parole dette, tutte le altre confessioni cristiane quelle, cioè, che hanno fatto 'passi avanti' verso una ministerialità 'ordinata' femminile sono contra Revelatio!!!" Assurdo e basta...". Non sono mancate poi frecciate ai lavori della commissione incaricata dello studio sul diaconato, accusata di avere "una maggioranza predeterminata in negativo" e di essere stata "designata dal card. Mueller". Sul "fronte progressista", quella del liturgista non è stata l'unica voce a sollevare perplessità sulla presa di posizione di Francesco: anche Massimo Faggioli, storico della Chiesa e discepolo della cosiddetta "scuola di Bologna", ha voluto ribadire la sua idea su Twitter, riproponendo una sua intervista pubblicata sulla rivista Jesus e nella quale aveva sostenuto che "difendere il no al diaconato femminile è una ideologia terribile, oltre che una posizione storicamente ridicola". Sembra quasi che il "no" alle donne diacono sia bastato ad alcuni tra i più accaniti sostenitori di una certa narrazione dell'attuale pontificato per utilizzare gli stessi toni rimproverati finora ai suoi cosiddetti oppositori.