a cura di Francesco Boezi
  • BORGO PIO

Ritiro spirituale per il Sud Sudan in Vaticano

Papa Francesco con la delegazione delle Chiese del Sud Sudan

Un ritiro spirituale in Vaticano con i più alti rappresentanti civili ed ecclesiastici del Sud Sudan. L’evento è iniziato oggi, 10 aprile e si concluderà l'11 aprile a Casa Santa Marta, residenza di papa Francesco. Come spiegato in una dichiarazione del direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, l'idea è venuta al primate anglicano Justin Welby ed è stata accettata da Bergoglio. Un incontro organizzato allo scopo di lavorare alla riconciliazione delle due diverse anime del Paese africano; vi partecipano, infatti, sia il presidente Salva Kiir che il leader della fazione ribelle, Riek Macha.

Quest'ultimo è alla guida della rivolta che dal 2013 ha infiammato il Sud Sudan ed ha causato 400 mila morti e l'esodo di più di due milioni di persone. La pace è al centro del ritiro spirituale "benedetto" da papa Francesco, da Justin Welby e da John Chalmers, esponente della chiesa presbiteriana scozzese. Ai partecipanti è stata regalata una copia della Bibbia con la firma dei tre leader religiosi e un messaggio che è anche un auspicio: "ricerca ciò che unisce. Supera ciò che divide". L'evento servirà per poter attuare fattivamente il "Revitalised Agreement on the Resolution of Conflict in South Sudan", ovvero l'accordo firmato ad Addis Abeba il 12 settembre 2018 da Salva Kiir e Riek Macha.

Finora, infatti, la tregua è rimasta soltanto sulla carta come dimostra l'escalation di violenze nel Paese che c'è stata a febbraio e che è stata denunciata anche dall'agenzia Fides. "Siamo estremamente preoccupati - ha scritto l'organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie - perché nonostante l’accordo di pace violenze e scontri continuano. La situazione concreta sul campo dimostra che non si stanno affrontando le cause profonde dei conflitti nel Sud Sudan", sottolineando il ritardo nell'attuazione dell'accordo. Quello che si conclude oggi è stato pensato come un evento "al tempo stesso ecumenico e diplomatico", spiega la Sala Stampa della Santa Sede, presentato come "un’occasione proficua per la riflessione e la preghiera, nonché per l’incontro e la riconciliazione, in uno spirito di rispetto e di fiducia, a coloro che in questo momento hanno la missione e la responsabilità di lavorare per un futuro di pace e di prosperità del popolo sud sudanese".

L'iniziativa, frutto della collaborazione tra Segreteria di Stato e l'Ufficio dell'"arcivescovo" di Canterbury, si svolge proprio all'indomani dell'approvazione della versione riveduta delle norme complementari alla "Anglicanorum Coetibus", la costituzione apostolica con cui Benedetto XVI istituì nel 2009 gli ordinariati personali per quegli anglicani che desiderano entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica. A dieci anni dalla promulgazione dell'importante documento, oltre all'aggiornamento, papa Francesco ha introdotto un nuovo articolo, il numero quindici, nel quale viene riconosciuto che il Book of Divine Worship, il messale specifico degli Ordinariati personali, preserva “il culto cattolico e il degno patrimonio liturgico anglicano, inteso come ciò che ha alimentato la fede cattolica in tutta la storia della tradizione anglicana e ha spinto le aspirazioni verso l’unità ecclesiale”. (Nico Spuntoni)